Giulia Riccobono
INTEGRAZIONE & SOLITUDINE
Sardegna Agosto 2000
Forse qualcuno sfogliando questo diario si
chiederà perchè
su questo misero foglio di carta non ci sia un augurio o una scritta
colorata,
ma solo angoscianti parole nere.
Oggi è il giorno del mio diciottesimo
compleanno e vorrei urlare.
Da piccola lo immaginavo felice,
diverso da quello che era stato il mio passato
ed invece mi accingo a giungerci infelice, insoddisfatta ma soprattutto
sola.
Non un affetto, non una carezza per me,
solo pugni e schiaffi e odio ancora.
Come mai non ho lasciato vuoto questo foglio?
perchè qualcuno lo avrebbe imbrattato e fatto sembrare lieto come non è per me,
qualcuno avrebbe dubitato che io diciotto anni fa avrei preferito non nascere,
come ora preferirei non vivere.
Odio me stessa, odio questa vita;
e che nessuno venga a compatirmi o a
dissuadermi da ciò che penso perchè non verrà ascoltato.
E mentre aspetto la morte la vita a dispetto
continua pugnalandomi ancora.
Oggi è un altro giorno dove la speranza muore e la paura di vivere aumenta.
in occasione del 26 Giugno 2001
Roma 29 Settembre 2000
Fingere un sorriso mentre il tuo cuore sta
piangendo,
fingere di star bene quando stai
morendo,
fingere per non ritrovarsi soli
ma in fondo lo siamo ugualmente.
Roma 23 Novembre 2000
Sono così vuota di pensieri,
paralizzata nel ricordo di quell uomo...
La macchina procedeva verso di lui
e ancora non dava segno di arrestarsi,
si volse verso di me
e
guardandomi negli occhi
gridò con tutta la forza che aveva in corpo: No.
Quell istante è parso durare una eternità
ed io ero attonita per la determinazione con cui era pronto a difendere la sua vita.
La macchina si fermò e lui,
faticosamente,
raggiunse l’altra sponda del marciapiede
continuando a spingere in avanti la sua sedia a rotelle,
mentre la gente lo fissava con
sdegno.
Il mio sguardo lo accompagnò finchè la sua sagoma non si perse nel buio.
Roma 2 Maggio 2002
I miei passi si susseguono sempre più velocemente
per tentare di fuggire gli sguardi carichi di odio e di giudizio delle persone che mi attorniano.
Le loro parole si fingono nella mia mente stanca
e lì si moltiplicano fino ad
impedirmi ogni altro pensiero.
Tento inutilmente di nascondere il mio corpo e sento in lontananza le risa maligne delle altre persone
e questo mi strazia il cuore, facendomi vacillare,
ma resto ancora in piedi.
Il mio sorriso si è spento, ne rimane solo una smorfia
e le mie lacrime sono
pietrificate dentro me.
Respiro affannatamente per l’angoscia e piegata su me
stessa provo ad ignorare il mondo.
Mi guardo,disperata e sola, mentre con pugni serrati e schiaffi veementi mi
colpisco;
e quasi ne traggo godimento perchè rea e perdente.
La vita mi scivola tra le dita ed io non provo a fermarla,
così la mia agonia mi spegne dolcemente e in silenzio.
Roma 8 Dicembre 2004
Caro diario,
Guardo agli anni passati e sento di non aver vissuto i miei ricordi,
come se non mi appartenessero più
ciò che credevo, ciò che provavo era tutta una bugia.
Improvvisamente comprendo quanto fosse reale la solitudine degli anni passati e quanto tutt oggi lo sia.
Verità e Fantasia si confondono e stento a distinguerle,
le parole di quelli che credevo essere i miei amici mi spingono a dubitare dell affetto delle persone che mi circondano ora.
Con una sola frase tutto ciò che credevo di essere,
tutto ciò che pensavo essere reale è svanito nel nulla lasciando solo dubbi e amarezza.
Per una sola parola oggi il mondo è diverso.
Svizzera 5 Febbraio 2005
Caro diario,
e i sorrisi hanno lasciato spazio alla disperazione.
Sento vecchi dolori riacuirsi e il mio corpo tremare.
Nella mia mente i pensieri si fanno violenti e mi tolgono il respiro.
Continuo a combattere per celare me stessa agli altri, per non essere attaccata e distrutta.
Temo il giorno in cui non riuscirò a nascondere tutto questo,
temo ciò che penseranno
e temo la solitudine che mi porterà, ancora, il mio male.
Roma 17 Settembre 2005
Caro diario,
credevo di aver pianto ogni lacrima,
pensavo di aver scritto tutta la mia sofferenza,
tutto il mio dolore, temevo di aver scritto anche troppo.
Il cielo sembra urlare e morire con me, non si dà pace
mentre il dolore mi stringe il petto, mi priva del respiro,
mi percuote e ride di me.
Ho perso tutto.
Ho sognato una vita e ora stringo nelle mie mani solo promesse ormai vuote,
amicizie inesistenti e amori infranti.
Per la prima volta mi ero sentita accettata, coccolata, mi ero sentita parte di un gruppo
ed ora è tutto finito e continuo a pensare che sia colpa mia
Ho distrutto tutto.
Il 31 Agosto con una sola domanda ho distrutto la mia felicità, il mio gruppo, il mio amore.
Non mi è rimasto più nulla
Non mi perdonerò mai per questo
Continuo ad ascoltare la stessa canzone distesa per terra,
le lacrime continuano a bagnare il foglio,
la pioggia continua a cadere,
la luce continua a ferirmi gli occhi e trovo rifugio nella oscurità.
La mia mente è intrappolata in quei ricordi felici che ora sento così amari.
Roma 5 Ottobre 2005
Caro diario,
Mi guardo intorno
il tempo continua a scorrere
le persone continuano a vivere e dimenticare,
il mondo sembra andare così veloce
Ed io rimango qui, ferma, immobile, paralizzata dal dolore.
Tutto si è fermato quel giorno per me e sento che questa situazione mi ha intrappolata, legata, incatenata
mi sta soffocando.
Vorrei solo restare qui ed avere il tempo di curare le mie ferite,
ma il tempo scorre troppo in fretta e tutti mi chiedono di reagire
Non vogliono vedere
Non vogliono vedere il mio dolore,
Non vogliono vedere il mio corpo che sta ormai cedendo,
Non vogliono vedere che mi avvicino ora dopo ora alla mia morte,
Si bendano gli occhi davanti al sangue sulle mie braccia
Come fanno a non vedere?
Tutti dimenticano
Vanno avanti
Vorrei fermarli ma fallisco
Mi preparo a vedere di nuovo il mio cuore tramutarsi in pietra.
Mi preparo ad abbracciare la morte
Roma 23 Gennaio 2006
Caro Diario,
perchè gli altri non riescono a vedermi per come sono?
Mi dipingono a loro piacimento, mi incollano una immagine che non è la mia.
Mi intrappolano dietro una maschera.
Se gli altri sapessero
Se chi non mi conosce vedesse chi ero una volta, vedesse il mio dolore
Se Vedessero quanto combatto, ogni giorno, per restare in piedi,
per accennare un sorriso,
per tentare di aprire i libri mentre mi sento soffocare
Se gli altri vedessero mentre con le lacrime agli occhi mi imbottisco di pillole dimagranti
Se gli altri mi vedessero quando nuda davanti allo specchio guardo il mio corpo e piango
Se gli altri mi vedessero mentre con il taglierino stretto nella mano taglio la mia pelle solo per vedere di nuovo il sangue
Se gli altri sapessero chi sono veramente
27 gennaio 2007
Pioveva
grandinava
riusciva a fuggire un raggio di sole
le nuvole portavano di nuovo l'oscurità
e ora che è notte il cielo mi appare color sangue.
Io priva di forze giacevo sul letto
svuotata e triste
Eppure non volevo questo...
Nessuna scelta,
nessun appello, solo la condanna e questa è la mia
e non c'è nessun perchè, nessuna ragione.
I miei sogni sono stati infranti
e mille frammenti taglienti anche a distanza di tempo
continuano ad uccidermi.
I miei sogni sono morti
e tutto ciò che volevo non posso averlo.
Chiedevo forse troppo dalla vita?
Sento di aver fallito,
sento di aver deluso tante persone
e di aver perso la loro stima.